lunedì 9 dicembre 2013

sonetto n 1


sonetto 1

Dalle creature leggiadre desideriamo discendenza,
così che la belezza della rosanon perisca,
ma poichèè destino che essa maturando muoia,
possa un suo virgulto perpetuarne la memoria.
Ma tu, solo interessato allo splendore dei tuoi occhi,
nutri la tua luce con la tua stessa fiamma,
creando penuria dove invece richezza giace;
tu, nemico di te, troppo crudele contro il tuo dolce io.
Tu, che sei ora fresco  ornamento del mondo
e impareggiabile araldo  di vivace primavera ,
seppellisci te stesso nel tuo germoglio;
 e così, caro spilorcio, con la tua parsimonia vai in rovina!
Abbi pietà del mondo; se no, considerati tale ingordo
da divorare, con la tua morte, quel che il mondo da te si aspetta.

William Shakespeare

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